C’è fermento nel mondo dei general contractor italiani. In un contesto effervescente, spinto soprattutto dal nuovo piano infrastrutturale presentato recentemente dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alcuni gruppi del comparto si muovono cercando occasioni di crescita. Che potrebbero passare anche da Piazza Affari. Dovrebbe essere così per Edil San Felice, general contractor di Nola (Napoli) che, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, sta accelerando sul processo di quotazione che lo porterà a sbarcare sull’Euronext Growth Milan. Fondato nel 1979 da Lorenzo Francesco Di Palma e guidato ora dal nipote Lorenzo, che ricopre il ruolo di amministratore delegato, il gruppo è considerato uno dei principali player italiani nel settore delle costruzioni e della manutenzione autostradale ed è attivo nel comparto dell’edilizia stradale, industriale e civile con due stabilimenti operativi (uno recentemente aperto a Bologna), 704 clienti e 206 dipendenti. Negli anni l’azienda si è specializzata nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti speciali pericolosi e non, nello spazzamento meccanizzato e nelle bonifiche ambientali, arrivando a chiudere il 2022 con ricavi per 34,3 milioni, che rappresentano un cagr del 24% dal 2019, a fronte di un ebitda di 6,9 milioni (20% ebitda margin) e una cassa di 2 milioni. In base alle indiscrezioni, l’intenzione è quella di condurre un’operazione in aumento di capitale, con l’obiettivo di raccogliere tra 15-20 milioni di euro, trovando così le risorse necessarie a compiere una serie di operazioni strategiche per rilevare la maggioranza di società operanti in settori in forte sviluppo e non ancora battute da Edil San Felice, come ad esempio il comparto ferroviario. Raggiunto da questo giornale, il ceo Di Palma si è limitato a dichiarare che «è allo studio una potenziale quotazione per creare valore e garantire l’espansione della società», sottolineando contemporaneamente «il contesto di forte espansione per il settore ». Il riferimento è al piano infrastrutturale varato dal ministero guidato da Matteo Salvini, che prevede lavori per 3,5 miliardi per interventi di manutenzione su strade e autostrade e altri 4,5 miliardi di investimenti compresi nel contratto di programmazione Anas, oltre agli 11,2 miliardi di appalti in avvio sulla rete ferroviaria. «Il mercato è esploso e le opportunità sono infinite; paradossalmente la domanda supera l’offerta creando così occasioni importanti per player strutturati come noi, che possono sfruttare anche la polverizzazione di un settore popolato da numerose piccole società », ha concluso Di Palma.
 
DI NICOLA CAROSIELLI